marzo 2011


In ogni comune la situazione è la stessa !

Cassette postali, strapiene di inutili volantini pubblicitari; non basta mettere le scritte “no pubblicità” o apposite cassette fuori dalle abitazioni, per evitare di essere “assaliti” dal materiale pubblicitario.

Il volantinaggio selvaggio, crea un disservizio per i cittadini e richiede poi, l’esborso di risorse pubbliche per la pulizia di tale materiale dai marciapiedi.

In Comune a Desenzano, alcuni giorni fa ho protocollato un’apposita richiesta di ordinanza sindacale (clicca richiesta) poiché si potrebbe, ad esempio, stabilire che il materiale pubblicitario potrebbe essere consegnato ai cittadini, solo attraverso il servizio di corrispondenza postale o da personale preventivamente autorizzato, per evitare ciò che sta accadento, da troppo tempo, in tutti i Comuni. 

Un apposita ordinanza limiterebbe la distribuzione, tenendo anche ben presente che ora, lo smaltimento delle tonnellate e tonnellate di materiale pubblicitario, è a carico dei cittadini.

Sarebbe quanto mai urgente, l’adozione di un simile provvedimento da parte di TUTTI  I SINDACI, poiché ad esempio, da un’indagine del CERIS-CNR, si stima che ogni anno vengono abbattuti 20 MILIONI DI ALBERI trasformati in 240 MILIARDI di fogli di carta (clicca qui) consumati poi negli uffici italiani, si può immaginare quanti ne vengono abbattuti per produrre i miliardi di fogli/depliant pubblicitari, distribuiti sui territori comunali;

Da una stima fatta dall’Istituto di ricerca, prendendo come dato il consumo medio di ogni impiegato – corrispondente a 80 Kg, ad esempio, si producono ogni anno 1,2 tonnellate di carta da smaltire equivalenti a 4 milioni di tonnellate di CO2 che, una volta immesse nell’atmosfera, provocano danni maggiori del comparto costruzioni.

IN VIDEO:  La bambina che zittì il Mondo per 6 minuti (Nazioni Unite 1992)

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Lunedì 14 marzo, all’ ultimo punto di una lunghissima seduta di Consiglio Comunale, è stata messa in votazione la mozione del sottoscritto per dire definitivamente “basta” all’apertura di nuovi centri commerciali.

La notizia naturalmente, non è passata inosservata ed è stata ripresa dai quotidiani locali (clicca qui) ed (anche qui)

Dopo una storia infinita sul cosiddetto POLO DEL LUSSO, visto di “buon occhio”  da una parte della maggioranza che amministra la Capitale del lago: ENRICO FROSI (lista Coraggio per cambiare), GIANFRANCO MERICI e GIOVANNI PAOLO MAIOLO (Forza Italia) ho deciso di portare in Consiglio una proposta che, se approvata, avrebbe detto la parola fine ad ogni tipo di realizzazione di nuovi centri commerciali della mia città (clicca qui).

Uno dei tre a favore del POLO DEL LUSSO era stato il Consilgiere ENRICO FROSI (nella foto a dx), con un’insistenza tale da far pensare….tant’è che pur facendo parte della maggioranza, il 20 gennaio 2011 aveva presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, sez. di Brescia (prot. comunale n° 2691 del 26/01/2011) contro la delibera del Consiglio Comunale n° 108 del 30 settembre 2010 che era stata approvata, relativamente a: “Eventuale progetto di realizzazione di un centro fieristico espositivo in località Grezze”, delibera che aveva “stoppato” la possibilità di realizzazione del cosiddetto “POLO”.

Con un settore già in crisi e con due centro storici (Rivoltella e Desenzano) che si stanno svuotando ogni giorno di più, la realizzazione di un nuovo centro commerciale sul nostro territorio avrebbe potuto mettere in ginocchio moltissime delle attività commerciali presenti nelle nostra città; per questo ho presentato una mozione d’indirizzo

affinchè venisse espressa dal Consiglio Comunale, una posizione chiara ed univoca di contrarietà alla possibilità di realizzare nuove grandi strutture di vendita commerciale, su tutto il territorio comunale”.

Alla fine è stata approvata e di questo ne dovrà tenere conto l’Amministrazione Comunale anche nelle scelte strategiche che si definiranno con il nuovo strumento urbanistico che è in preparazione, il P.G.T. (Piano di Governo del Territorio).

N°  13 Consiglieri Comunali, hanno votato a favore della mozione:

Rino Polloni (presentatore della mozione) e Paolo Formentini: LEGA NORD; Felice Anelli (Sindaco); Walter Mesar (lista Comune Amico); Marida Benedetti e Sonia D’Arconte (Forza Italia); Maurizio Maffi, Maria Vittoria Papa, Rodolfo Bertoni (Desenzano Democratica); Fiorenzo Pienazza, Maurizio Tira, Rosa Leso, Giuseppe Savasi (Lista Pienazza)

N° 1 Contrari:   Gianfranco Merici (Presidente del Consiglio Comunale – Forza Italia)

N° 1  Astenuti:  Emanuel Piona (Forza Italia)

N°  5  Hanno abbandonato l’aula per non votare:   Massimo BernardiniPaolo Valentino Barziza (Gruppo Indipendente – ex Forza Italia);  Giovanni Paolo Maiolo e Sergio Carretta (Forza Italia) ed anche,  Enrico Frosi (lista Coraggio per Cambiare)

N° 1 Assente:  Niccolò Malinverni (Alleanza Nazionale)

Vedremo se FROSI farà ricorso al TAR anche questa volta, anche se presentare ricorso, oggi come oggi, è un VERO LUSSO

La potatura delle alberature in piazza Garibaldi a Desenzano, fa discutere… Pochi giorni fa infatti, un grosso ramo caduto dall’alto è finito su un’auto in transito.

E se fosse finito in testa ad un pedone o sul passeggino di qualche mamma che abitualmente accompagna i propri figli al vicino asilo, Giovanni XXIII?

Ma gli operai della ditta che per conto del Comune di Desenzano ha in appalto i lavori, dov’erano?  Dov’era il responsabile del cantiere e com’era la tanto proclamata, Sicurezza Cantiere?

Se il privato cittadino sbaglia e non rispetta la regole son dolori, ma quando a sbagliare è il Comune o le ditte che hanno in appalto i lavori, quali sono le conseguenze?  Chissà…

Addirittura c’era in funzione, una macchina tritarami senza l’interdizione ai non addetti ai lavori e dunque avrebbero potuto avvicinarsi, pericolosamente, anche i bambini che abitualmente giocano in piazza;  per questo ho inviato un’apposita segnalazione agli uffici comunali (clicca qui)

Proprio per la particolare collocazione dell’alberata lungo vie in genere soggette a traffico veicolare e pedonale anche molto intenso, gli interventi manutentivi devono essere organizzati ed attuati adottando tutta una serie di cautele per tutelare i giardinieri che su di essi operano e per garantire nel contempo l’incolumità dell’utenza pubblica che transita abitualmente nella zona.

Fermo restando che il giardiniere che opera in pianta “dovrebbe” innanzi tutto tutelare la propria incolumità, attraverso l’utilizzo di macchine ed attrezzature professionali e rispondenti alle vigenti normative in materia di sicurezza sul lavoro (motoseghe e D.P.I. idonei, adeguati ed appropriati, quali caschi completi di cuffie antirumore e visiere, tute e guanti antitaglio, scarponcini antinfortunistici, imbracature di sicurezza, funi di trattenuta e quant’altro) ed organizzare il cantiere di potatura ed abbattimento in modo da garantire la pubblica incolumità, non ho visto niente di tutto ciò!