febbraio 2011


« La storia di tutti i tempi prova che nessun popolo può raggiungere un alto grado di intelligenza e di moralità senza che il sentimento della sua nazionalità sia fortemente sviluppato: in un popolo che non può essere fiero della sua nazionalità il sentimento della dignità personale esisterà solo eccezionalmente in alcuni individui privilegiati. Le classi numerose che occupano le posizioni più umili della sfera sociale hanno bisogno di sentirsi grandi dal punto di vista nazionale per acquistare la coscienza della propria dignità »

(Cavour, Chemins de fer, 1846, da Romeo, Vita di Cavour, Bari, 2004, pp. 137, 141)

Nel Consiglio Comunale del 10 febbraio, è stata proposta una mozione da parte di Rosa Leso, del PD (moz.PD) per far inserire sui cartelli che indicano l’ingresso del Comune di Desenzano la dicitura: “Desenzano del Garda – Città del Risorgimento e dell’Unità d’Italia”.

L’iniziativa però, era partita il 30 gennaio a Villa Brunati, dal circolo desenzanese di Futuro e Libertà per l’Italia… della serie: “noi siamo quelli che veramente onorano il paese”.

A parte il fatto che aggiungere altre scritte sui cartelli, al di fuori del nome della località, è vietato dal Codice della Strada (clicca qui), la proposta del Partito Democratico è stata contestata dal sottoscritto poichè non corrisponde a verità ed equivale ad un vero e proprio FALSO STORICO….Vediamo un po’il perché:

Desenzano  – Città del Risorgimento ? FALSO!

Le Città decorate di medaglia d’oro come “benemerite del Risorgimento nazionale”, sono 27.    Desenzano del Garda, NON c’è (clicca qui

Dal 1898 al 1942 infatti, il Regno d’Italia decretò dei riconoscimenti collettivi per le azioni altamente patriottiche compiute dalle città italiane nel periodo del Risorgimento nazionale, inteso dalla Casa Savoia come il periodo delle guerre e delle battaglie avvenute dal 1848 al 1918, assegnando loro una Medaglia d’Oro come Benemerite del Risorgimento nazionale.

Anno 1898:  dal 18 marzo al 9 giugno 1898 il Re Umberto I decorò le seguenti città (in ordine cronologico):    1ª – Milano 2ª – Brescia 3ª – Como 4ª – Roma 5ª – Torino 6ª – Palermo 7ª – Messina 8ª – Catania 9ª – Perugia

Anni 1898 – 1900:  dal settembre 1898 al luglio 1900 il Re Umberto I decorò le seguenti altre città (in ordine cronologico): 10ª – Bologna 11ª – Mestre (ora frazione di Venezia) 12ª – Potenza 13ª – Casale Monferrato 14ª – Trapani 15ª – Chioggia 16ª – Ancona 17ª – Sermide 18ª – Bergamo

Anni 1900 – 1942: dal 1900 al 1942 il re Vittorio Emanuele III decorò le seguenti città (in ordine cronologico): 19ª – Livorno 20ª – Agordo 21ª – Forno di Zoldo 22ª – Vercelli 23ª – Pavia 24ª – Pergola 25ª – Gorizia 26ª – Mantova 27ª – Piacenza

Desenzano – Città dell’ Unità d’Italia? FALSO!

La battaglia di Solferino e San Martino – anche ricordata come battaglia del 24 giugno 1859 (clicca qui)

Venne combattuta fra l’esercito austriaco e quello franco-sardo, ponendo fine alla seconda guerra. di indipendenza italiana. In realtà, si trattò di un insieme di battaglie distinte che si svilupparono autonomamente e quasi simultaneamente, su un fronte di oltre 20 km.

Fu la più grande battaglia dopo quella di Lipsia del 1813, avendovi preso parte, complessivamente, oltre 230.000 effettivi. Viene ricordata in tutto il mondo, per aver ispirato ad Henry Dunant la creazione della Croce Rossa Internazionale

La seconda guerra di indipendenza italiana (26 aprile 1859 – 12 luglio 1859) vide confrontarsi l’esercito franco-piemontese e quello dell’Impero austriaco. La sua conclusione permise il ricongiungimento della Lombardia al Regno di Sardegna e pose le basi per la costituzione del Regno d’Italia (clicca qui)

Solo dopo la battaglia di Castelfidardo però, si poté pensare alla proclamazione del Regno d’Italia in quanto fu possibile unire politicamente le regioni del nord e del centro, confluite nel Regno di Sardegna in seguito alla seconda guerra d’indipendenza.

TORINO, con il lavoro di Camillo Benso, Conte di Cavour, diventa il simbolo dell’Unità d’Italia e nel 1861, divenne poi la prima capitale del regno d’Italia (clicca qui

Massimo D’Azeglio, affermò:  «Il primo bisogno d’Italia è che si formino Italiani dotati d’alti e forti caratteri. E pure troppo si va ogni giorno più verso il polo opposto: purtroppo s’è fatta l’Italia, ma non si fanno gl’Italiani.» 

Cavour,  realisticamente scriveva che non solo gli italiani ma neppure l’Italia era “fatta”: «Il mio compito é più complesso e faticoso che in passato. Fare l’italia, fondere assieme gli elementi che la compongono, accordare Nord e Sud, tutto questo presenta le stesse difficoltà di una guerra con l’Austria e la lotta con Roma».     Cavour ben sapeva come si fosse giunti all’unificazione nel breve giro di due anni con l’aiuto di circostanze favorevoli interne ed internazionali ma ora si trattava di sanare quella che era stata definita «una forzatura storica» (clicca qui).

Tutti i Consiglieri Comunali presenti, dal centro-destra al centro sinistra, hanno votato a favore: il Sindaco Anelli, il PDL, la Civica Comune Amico, Frosi di Coraggio per cambiare, il PD, la lista Pienazza….; unico voto CONTRARIO, quello del Capogruppo della LEGA NORD (il mio!)

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Telecamere per la videosorveglianza, pannelli elettronici dei parcheggi, rete Wi Fi, trasmissione dati,  oltre agli impianti di telefonia mobile….

in questi ultimi anni a  Desenzano così come su quasi tutto il territorio nazionale sono state installate numerosissime apparecchiature per telecomunicazione che trasmettono il segnale di frequenza in WIRELESS (clicca qui).

Tutte queste tecnologie hanno contribuito ad un notevole miglioramento della qualità della vita per l’uomo, consentendo la realizzazione di molti servizi, in altri tempi impensabili, ed ai quali sicuramente oggi non si potrebbe rinunciare;   ma siamo sicuri in casa nostra?

E’ tutelata la sfera privata di ognuno di noi, a livello sanitario?

Il fatto poi che l’organismo umano non percepisca a livello sensoriale i campi elettromagnetici e non sia quindi possibile il formarsi di una diretta esperienza circa le conseguenze dell’esposizione, può finire per collocare la problematica in un’area irrazionale.

 Ognuno di noi può infatti verificare, che all’interno della propria casa, c’è un vera “invasione” di onde elettromagnetiche date dalle telefonia mobile, internet ed altro, basta tenere in mano il cellulare ed controllarne il segnale della telefonia.  Anche chi non lo volesse, è costretto a subirne gli effetti, senza peraltro saperne i valori di esposizione a tali emissioni.

 Le società che vogliono installare nuovi impianti sul nostro territorio, presentano la documentazione (comprensiva dell’analisi di impatto elettromagnetico) e l’ARPA  (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) il più delle volte esprime il proprio parere, solo sui “dati cartacei” presentati dalle società, poiché vi è la materiale impossibilità di verificare tutti i tipi d’impianto con apposite misurazioni strumentali.

 Siamo dunque sicuri in casa nostra? E’ questa la domanda che mi sono fatto e, per questo, ho richiesto al Sindaco di affidare un’apposito incarico per effettuare una rilevazione strumentale dei livelli di campo elettromagnetico delle frequenze di esercizio degli impianti installati sul nostro territorio, in particolar modo, in prossimità degli asili e delle scuole di ogni grado, di cabine elettriche o delle antenne di telefonia mobile installate sulle coperture degli immobili privati (clicca qui int.)

 Ecco, nel merito, alcune informazioni:

Che cosa sono le onde elettromagnetiche? (clicca qui)

Danno provocato dal telefono cellulare (clicca qui)

Domande e risposte sull’elettrosmog (clicca qui)

Conoscenze disomogenee sugli effetti a lungo termine (clicca qui)

L’attuazione sulla legge quadro n°36/2001 (clicca qui) e giurisprudenza sull’elettrosmog (clicca qui)

Piccoli consigli in casa: