ATTENZIONE!!!

SONO  INNUMEREVOLI I CITTADINI INTERESSATI AI  RIMBORSI SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE,  MA POCHI  SANNO  CHE IL TERMINE PER LA DOMANDA E’ IL   1 OTTOBRE 2014

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E’ sempre così: quando c’è da pagare, i Comuni  ed in certe casi, i Gestori del ciclo idrico integrato, son subito pronti ad inviarti la “bolletta” dell’acqua, ma quando devono rimborsare quanto NON DOVUTO, le informazioni escono col contagocce

Ma la CORTE COSTITUZIONALE, con la sentenza n. 335/2008 è stata più che CHIARA!

Ha dichiarato incostituzionale  l’art. 155, comma 1, del D. Lgs.images n. 152/2006, nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”, stabilendo quindi che i canoni di depurazione siano dovuti dagli utenti del servizio idrico integrato a condizione che il servizio di depurazione stesso venga realmente utilizzato  (clicca qui)

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 Il periodo da rimborsare è di 5 anni:  dal 15 ottobre 2003  al  15 ottobre 2008

Forse non tutti controllano le fatture quando arrivano ma…

Nel  “DETTAGLIO FATTURA” della bolletta (in genere sul retro) viene quantificato il pagamento relativo al consumo dell’acqua potabile ad USO DOMESTICO RESIDENTI,  oltre alla voce relativa alla lettura dei metri cubi di acqua consumata però, si contempla  la voce: CANONE DEPURAZIONE

Viene calcolato in base ai metri cubi di acqua consumata, moltiplicati per un certo importo;   ad esempio, per un Comune come Desenzano del Garda (Bs) – Gestore GARDA UNO spa,  se il consumo dell’acqua di una famiglia, in 4 mesi, è stato di 100 mc., il calcolo relativo al CANONE DI 
DEPURAZIONE sarà: 100 x 0,462221 = €. 46,22   (pagati ogni 4 mesi che moltiplicato per i 5 anni, corrisponde ad un totale da rimborsare di €.693,30)

In settantadue Comuni bresciani, quarantacinquemila utenti tra famiglie e aziende bresciane hanno pagato per anni il canone di depurazione senza mai essere allacciati al collettore.   Quei versamenti non dovuti forziere2saranno ora in parte restituiti o, COMPENSATI (scalati) dalle future bollette del servizio idrico.

Si stima che nella sola Provincia di Brescia, il «tesoro» che i Gestori devono restiruire, ammonti complessivamente a circa sei milioni di euro.

Per la Consulta risulta altresì illegittimo l’art. 155, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi».

La decisione affronta e risolve, ritenendolo in contrasto con il principio di eguaglianza di cui all’art. 3 della Costituzione, il problema causato dalle predette disposizioni in alcune aree del Paese ove, nonostante l’ultradecennale apporto economico dei cittadini, gli enti preposti hanno omesso la costruzione e messa in opera degli impianti di depurazione delle acque reflue.rimborso_conteso

Una situazione in molti casi ai limiti del grottesco altamente vessatoria per i contribuenti e dagli inevitabili risvolti negativi (clicca qui)

Chi ha perciò ricevuto la fattura comprensiva di questo canone di Depurazione, senza averne realmente usufruito, dev’essere rimborsato.     La quota di tariffa riferita al rimborso del servizio di depurazione pagato e non dovuto, è per 5 ANNI:  periodo 15 ottobre 2003 – 15 ottobre 2008

La DOMANDA DI RIMBORSO però, dovrà essere presentata al Gestore,  entro la data del 1 ottobre 2014 

 E qui viene il bello…..

ministero-ambiente-in-confservizi-veneto-support-innIl D.M. del 30.09.2009 del MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE, pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 08.02.2010, ha stabilito i criteri e le modalità operative per la quantificazione e il conseguente rimborso della quota di tariffa di depurazione non dovuta  ed impone ai Gestori di pubblicare gli elenchi degli aventi diritto sul proprio sito web (clicca D.M.30-09-2009)

Il Decreto Ministeriale però, precisa che i Gestori dovranno restituire ad ogni singolo richiedente avente diritto entro il termine di cinque anni dalla data del   1° ottobre 2009.InternetofThings_515

MA CHI NON HA INTERNET, COME DEVE FARE PER ESSERE INFORMATO E SAPERE SE HA DIRITTO O MENO AL RIMBORSO?

PERCHE’ QUESTO TERMINE  PERENTORIO per la presentazione delle domande di rimborso viene poco pubblicizzato da molti Comuni e/o da certi Gestori del ciclo idrico?  

Con un buon ritardo, il C.d.A. dell’ A.A.T.O. di Brescia (Ufficio d’Ambito), nella seduta del 30 aprile 2014, ha approvato “LE LINEE GUIDA PER IL RIMBORSO DELLA QUOTA DI TARIFFA DI DEPURAZIONE A SEGUITO DELLA SENTENZA N. 335/2008 DELLA CORTE COSTITUZIONALE” (clicca Linee guida AATO Brescia)

Sono state inoltre uniformate le modalità di richiesta da parte degli utenti aventi diritto alla restituzione della quota di depurazione non dovuta in un unico modello di “DOMANDA DI RIMBORSO” che, previa compilazione, dovrà essere presentato al Gestore

entro la data del 1 ottobre 2014   

IL RIMBORSO DA CHIEDERE E’ PER IL PERIODO:  15 ottobre 2003 – 15 ottobre 2008  (5 ANNI)

Ecco i modelli da presentare ai singoli Gestori dell’ A.A.T.O. di Brescia, per ottenere il rimborso:  (clicca GARDAUNO)   (clicca A2A    (clicca AOB2)    (clicca ASVT)

Partendo da questo principio, penso proprio che dovrà essere rimborsato anche chi ha avuto fatturato (e ha sempre pagato) anche il CANONE DI FOGNATURA, senza averne MAI usufruito

C’è anche chi è andato per vie legali ed ha ottenuto il RIMBORSO  RETROATTIVO per 10 ANNI