Riulèla.1modif.Riultèla

Credo che rinunciare al dialetto significhi ripudiare secoli di cultura locale, di tradizioni, di sagge locuzioni trasmesse dagli antenati.

Nei giorni scorsi, sui cartelli stradali che definiscono l’inizio del Territorio di Desenzano del Garda, sono state rimosse le scritte in lingua locale: Desensà, Riultèla, San Martì, San Pedèr e Vàcaròl, che la LEGA NORD aveva fatto installare con l’Amministrazione precedente (centrodestra).

L’amministrazione di sinistra, con Sindaco ROSA LESO, ha deciso di farle coprire con una pellicola adesiva con la scritta: “Comune d’Europa” e/o “Desenzano del Garda”, dal costo di €. 2.544,39, come se nessuno sapesse che Desenzano, è in Europafoto Rino,cartelli

Rinunciare al dialetto significa perdere un inestimabile patrimonio di metafore, similitudini, modi di dire, frutto della fantasia popolare che quando crea le sue immagini, pittoresche e folgoranti, lo fa in dialetto.

Il dialetto bresciano, come gran parte dei dialetti italiani e delle lingue minoritarie regionali italiane, fino a cinquant’anni fa era il linguaggio di ogni giorno e conosciuto da tutti nella provincia di Brescia, poiché poche persone conoscevano un italiano corretto. In particolare modo in provincia, dove fino agli anni sessanta il 70% dell’economia girava attorno all’agricoltura e all’allevamento, il bresciano era l’unico idioma conosciuto. 

BERTONI RodolfoChe l’Ass. ai Lavori Pubblici, Prof. Rodolfo Bertoni, insegnando Storia ed Italiano all’Istituto Statale “L. Bazoli” di desenzano, sia convinto che sottraendo le persone al “contagio” del dialetto, possano imparare meglio l’italiano?

Vedermo come risponderanno alla mia interrogazione (clicca Interr)

Annunci