leso colasantiPUBBLICO la replica del sottoscritto, inviata alle rubriche “Lettere al Direttore” dei quotidiani locali della Provincia di Brescia, in risposta alle lettere pubblicate lo scorso 3 e 4 maggio a firma del Capogruppo del Partito Democratico, Silvia Colasanti e del Capogruppo della lista civica “Aria Nuova per Desenzano”, Catuscia Giovannone, a titolo: “Desenzano: l’opposizione del leghista Polloni”. giovannoneColasanti

I due Capigruppo di maggioranza lamentano che: ”Anche adesso, il Giornale di Brescia pubblica parole pesanti e diffamatorie del consigliere della Lega Nord, Rino Polloni, che non corrispondono al vero, tant’è che la genericità delle gravi accuse non è sostenuta dalla minima prova”, ed altro ancora.   Senza ombra di dubbio, fanno riferimento all’articolo pubblicato il 23 aprile, a titolo: “La Lega Nord: clima politico degenerato”, nel quale veniva precisato che la Lega Nord, condivide la presa di posizione espressa nella sua lettera di dimissioni da Renzo Scamperle.  Sono andato a rileggere l’articolo e non ho trovato “parole diffamatorie” ma solo la conferma dell’atteggiamento e dei modi, che l’amministrazione desenzanese utilizza nei confronti delle minoranze.

Più che un esposizione dei fatti però, la lettera della Colasanti e della Giovannone, sembra un isterico proclama di chi non tollera che l’opposizione, a Desenzano, faccia il suo dovere e ne venga poi informata la Cittadinanza.   Lo scorso 15 aprile, Renzo Scamperle ha protocollato le proprie dimissioni dal Consiglio di Desenzano. Con una chiara ed indiscutibile esposizione dei fatti, Scamperle, ha così motivato la sua decisione: “Arroganza dominante dell’Amministrazione Comunale, atteggiamento sempre presente nelle azioni, nei gesti e nelle parole della maggioranza…, fino all’insulto personale” e altro ancora, concludendo in un modo altrettanto eloquente:  “Queste mie dimissioni non sono un fatto formale, un gesto simbolico, ma rappresentano una consapevole e determinata presa di posizione contro l’insostenibile, antistorica prepotenza politico amministrativa che Rosa Leso, insieme al suo gruppo, antepone ad ogni utile e civile confronto finalizzato a dare risposte alle ragioni e alle speranze di tutta la Comunità desenzanese” (lettera pubblicata il 20 aprile, sul mio blog: www.rinopolloni.com).

Le parole, che Scamperle ha utilizzato per descrivere quanto provato in un anno di esperienza consiliare, sono state come sassi!   Perché dunque vengono utilizzati certi modi, talmente anti democratici, da riuscire a far dare le dimissioni ad un rappresentante votato da ben 5.072 desenzanesi, quando Rosa Leso, è diventata Sindaco con 5.367 voti ?   L’aver portato a conoscenza dell’opinione pubblica quanto succede, ha evidentemente dato fastidio ai Capigruppo di maggioranza.

Per quel che riguarda la documentazione cartacea da me richiesta, La Colasanti e la Giovannone forse non sanno, che non tutti gli atti del Comune vengono messi online. Infatti, dopo la pubblicazione all’albo pretorio della delibera di approvazione finale del PGT (con il relativo esame delle osservazioni presentate dai Cittadini e delle controdeduzioni), il sottoscritto ha chiesto, per ben due volte, copia delle osservazioni al fine di verificare la corretta stesura delle modifiche alla cartografia ed alle Norme Tecniche di Attuazione del Piano di Governo del Territorio.

L’accesso agli atti di tali copie, mi è stato ripetutamente negato. Più volte il Consiglio di Stato ha precisato che “Il diritto di accesso agli atti di un consigliere comunale non può subire compressioni per pretese esigenze di natura burocratica dell’Ente, tali da ostacolare l’esercizio del mandato istituzionale” (Consiglio di Stato, sezione V, nella sentenza 22 febbraio 2007, n. 929). I giudici, hanno richiamato analoga giurisprudenza amministrativa, secondo cui il diritto di accesso del Consigliere Comunale agli atti del Comune, assume un connotato tutto particolare, in quanto finalizzato “al pieno ed effettivo svolgimento delle funzioni assegnate al Consiglio comunale” (Cons. St. Sez. V, 9 dicembre 2004, n. 7900; 2 settembre 2005 n. 4471). Richiamando, inoltre, un precedente indirizzo (Cons. St. n. 4471/05), il Collegio ha concluso che “sul Consigliere Comunale non può gravare alcun onere di motivare le proprie richieste d’informazione, né gli uffici comunali hanno titolo a richiederle ed conoscerle”. “Diversamente opinando, infatti, la struttura burocratica comunale, da oggetto del controllo riservato al Consiglio, si ergerebbe paradossalmente ad “arbitro”, per di più, senza alcuna investitura democratica delle forme di esercizio della potestà pubbliche proprie dell’organo deputato all’individuazione ed al miglior perseguimento dei fini della collettività civica”.

Ma “loro” se ne fregano di tutto e di tutti; anche le tanto decantate Commissioni Comunali, risultano essere ormai una presa in giro, poiché le stesse sono organismi puramente consultivi e gli argomenti arrivano sul tavolo, con decisioni già prese, unilateralmente. Per questo, il sottoscritto ha deciso che non vi parteciperà più, portando gli eventuali emendamenti e discussioni, direttamente in Consiglio Comunale.  Ci sono perciò, anche altri Consiglieri Comunali che, come me, possono testimoniare, come a Desenzano ci sia stato impedito di svolgere al meglio, il ruolo di “controllore”, sancito dalla Legge, in qualità di rappresentanti dei Cittadini.

Ma nessuno può permettersi di criticare la maggioranza, perché la sinistra odia le critiche, anche quelle fatte all’interno del partito.  Che sia la conseguenza di un personalissimo modo, utilizzato dalle segreterie dei Circoli dei “Democratici”, di gestire “le primarie” per la scelta dei candidati?  All’occhio di un osservatore esterno, traspare infatti che i “soviet” locali decidano tutto prima, facendosi prima le regole e scegliendosi poi anche i posti che andranno ad occupare in caso di vittoria, con il conseguente e logico malcontento degli iscritti, creando divisioni e fratture interne, che sono sotto gli occhi di tutti.  Se poi “le poltrone”, vengono occupate dai segretari di partito, la frittata è fatta (Bersani docet).

Anche la Capogruppo Consigliare del PD, Silvia Colasanti è stata il Segretario del Partito Democratico di Desenzano, così come lo era stata anche Rosa Leso (Segretario uscente, durante le elezioni amministrative di Desenzano). Guarda caso, il Sindaco Leso, una volta eletta, ha poi nominato il neo coordinatore del Circolo PD di Desenzano, Angelo Benedetti a Presidente dell’Azienda Speciale che gestisce le farmacie Comunali di Desenzano (provvedimento Sindacale n° 3 del 21/01/2013). Il Presidente Benedetti, unico membro esterno del C.d.A, percepirà €. 18.406,38 all’anno. Tutto questo, a spese degli ignari Cittadini.

Nessuno potrà negare, che utilizzando questi metodi (che anche il “rottamatore” ha invano combattuto all’interno del suo partito), si è contribuito a far allontanare le persone dalla politica, portando il Paese alla paralisi, a discapito dei Cittadini e dei loro rappresentanti che vedono continuamente calpestati i propri diritti.

Rino Polloni

                                                                                                                

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